Rieccomi di nuovo tra voi. Nulla di grave: non sono stato rapito dagli alieni, né sono stato vittima di una temporanea paralisi agli arti superiori. Molto più semplicemente, un altro vortice lavorativo (fortunatamente di natura benigna) si è abbattuto sulla mia testa, ricacciando nel limbo dei desideri tutte le attività piacevoli ma non remunerate, come questo blog. Questa mattina, il cielo è tornato azzurro ed io sono tornato a respirare, e a scrivere.
Oggi parliamo di un nuovo intruglio, disponibile nei migliori supermarket americani, che prova inconfutabilmente e senza ombra di dubbio, che la capacità dell’essere umano di farsi del male davvero non conosce fine.
Stiamo parlando del Dairy Drink, che tradotto in italiano suonerebbe più o meno Bevanda al Latte. Si, avete letto bene. Ma andiamo con ordine e leggiamo gli ingredienti: latte scremato, zucchero e acqua. Praticamente latte annacquato con aggiunta di zucchero. L’accompagnamento ideale per i tuoi cereali del mattino, come suggerisce l’etichetta. L’ennesimo passo verso un futuro diabetico, come mi permetto di suggerire io.
La cosa triste è che questo prodotto incontra (prevedibilmente) l’apprezzamento dei bambini e dei teenager e costa decisamente meno del latte (in fondo si tratta di latte annacquato), quindi per tanti americani poco educati al piacere e all’utilità di un’alimentazione sana sembra un’alternativa tutto sommato interessante, in grado di zittire i piagnistei dei bambini e far risparmiare. Abbastanza agghiacciante, ma tristemente vero.
A quando lo sbarco in Italia?
